Il Melograno: simbolo ideale per l’accoglienza del nuovo parroco

I fiori a servizio della liturgia contribuiscono alla bellezza delle celebrazioni e ci trascinano nella comunione con il Dio d’amore che è “la bellezza di ogni bellezza.”
(Sant’Agostino)

Il melograno è stato per millenni simbolo di buon auspicio, in numerose civiltà e culture di tutto il mondo.

Nella tradizione cristiana rappresenta per antonomasia l‘energia della vita, espressione dell’esuberanza della fecondità, dell’abbondanza, dell’amore ardente, ma anche valori quali la carità e l’umiltà; i suoi numerosi chicchi simboleggiano l’unione fraterna.

La testimonianza di questo profondo valore simbolico si ritrova anche nell’iconografia religiosa, in cui il melograno è stato frequentemente rappresentato. Riferimenti precisi all’importanza che questo frutto assume sono presenti anche nella Bibbia, in cui è considerato prodotto della terra promessa e segno della benedizione di Dio, che decora le vesti del sommo sacerdote. Nel libro dell’Esodo, si legge infatti:

«Farai sul suo lembo melagrane di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto, intorno al suo lembo, e in mezzo disporrai sonagli d’oro: un sonaglio d’oro e una melagrana, un sonaglio d’oro e una melagrana intorno all’orlo inferiore del manto» 

In questa occasione, il melograno è stato inserito come protagonista dell’allestimento per la chiesa nel giorno dell’ingresso del nuovo parroco, in aggiunta ai fiori delle decorazioni, realizzando uno scenario elegante ma all’insegna della sobrietà.

La scelta dei frutti di melograno, quindi, non è casuale, ma si ricollega alla stagionalità del frutto, tipico proprio di questo periodo dell’anno, ed al suo significato.

Il re Salomone «Fece dunque le colonne e due file intorno a ciascun reticolo per rivestire i capitelli che erano sulla cima, a forma di melagrane, e così fece per il secondo capitello. I capitelli sulle due colonne si innalzavano da dietro la concavità al di là del reticolo e vi erano duecento melagrane in file intorno a ogni capitello»

Proprio da qui deriva l’ispirazione nelle decorazioni per i capitelli della chiesa, addobbati con melograni e fiori di curcuma: il risultato è d’effetto e perfettamente adeguato all’avvenimento.

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Sotto l’altare del celebrante si è disposto un vaso in vetro con Lilium uniflora bianchi e melograni per completare l’insieme; al di sopra sono stati sparsi petali di rosa di toni accentuati, per dare energia ed entusiasmo.

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Il punto di forza è stato riservato all’altare maggiore, dove due vasi stile impero pieni di fiori rispettano lo spazio a loro riservato, valorizzando al massimo i candelabri e donando un senso di opulenza e ricchezza.

La scelta dei colori si è rivelata estremamente adeguata all’ambiente della chiesa, rispecchiando inoltre le tonalità caratteristiche della stagione. I fiori utilizzati per le due composizioni sono Alstroemeria bianca, Astrini bianchi, Ortensie autunnali, rose arancio 3D, garofani Novia, Curcuma rosa e Celosia nei toni del bianco e del senape. L’inserimento della felce Nephrolepsis dona alle composizioni sinuosità e morbidezza, risultando inoltre in perfetto abbinamento ai parametri sacri.

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